Archivi tag: riflessioni

Colombia parte 6: Bogotà, la capitale

bogotà

E’ difficile parlare di una città di quasi 8 milioni di abitanti dopo averla visitata per un giorno e mezzo. Anzi, è praticamente impossibile. Eppure in questo lungo (e lento) reportage sulla Colombia, la capitale non poteva mancare. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , ,

Il cellulare è uno status symbol?

'Signal' di John Stanmeyer della VII Photo Agency, vincintrice del World Press Photo of the Year 2013

‘Signal’ di John Stanmeyer della VII Photo Agency, vincintrice del World Press Photo of the Year 2013

A volte la quotidianità ci porta a tralasciare alcune nostre passioni per inseguire il lavoro, ma poi queste tornano sempre in un modo o nell’altro. E così una discussione animata con un conoscente una sera d’estate mi ha spinta a tornare su questo sito per parlare di immigrati, e per ricominciare a scrivere con “continuità” oltre che QUI dove si parla di sostenibilità e non solo, anche su Esercizi di Giornalismo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , ,

Post-it delle prime ferie della mia vita


Le vacanze non sono come le ferie. Le vacanze sono quelle che fai quando vai a scuola, all’università, quando fai uno stage. Quando sei una precaria aspirante giornalista che per sopravvivere fa anche il Servizio Civile in una onlus e hai 10 giorni di totale libertà che corrispondo con la settimana estiva che più odi, allora sei in ferie.

Eppure le ferie possono dare grandi soddisfazioni. Nonostante le paure [“niente vacanze a Rosolini? Ma non starò mica crescendo veramente?”], l’affollamento [la montagna è meno affollata del mare, ma il 14-15 e 16 comunque erano piene di gente anche le gole più profonde] e le previsioni meteo [smentite dai fatti], il viaggio, la scoperta, la bellezza della natura e dello stare insieme ti rifocillano davvero. E se il fisico si è stancato, la mente invece ha ritrovato nuove energie [che adesso dovrò trovare il modo di sfruttare]

E poi tra un sentiero e l’altro, girando per baite, appartamenti e masi, si possono fare un sacco di riflessioni da imprimere su post-it immaginari o sui sassi raccolti per la strada.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

(L’)Io precaria

Siamo una generazione precaria, è inutile negarlo. E con ‘siamo’ intendo raggruppare in un unico ‘noi’ tutti i giovani, dai 20 ai 40 anni. Ci hanno inculcato così bene l’idea che il posto fisso non esista più che l’abbiamo fatta totalmente nostra. E quindi viviamo sperando di capire cosa vogliamo fare da grandi, e cercando di trovare fonti di sostentamento piacevoli, multidirezionali (perché ci hanno insegnato anche a essere multitasking e onniscienti. Devi saper far tutto…di tutto un po’, un po’ di tutto. Niente troppo bene. Tutto sufficientemente bene), dislocate nel tempo e nello spazio. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,