La cooperativa Manduvirà, produttrice di Picaflor

Prima di addentrarci totalmente nel mondo dei produttori di commercio equo e solidale, cominciamo con il conoscere meglio la prima delle cooperative visitate da Ilaria (se non ricordate più di cosa stiamo parlando, QUI c’è un piccolo promemoria).

All’inizio del suo viaggio la nostra volontaria del Villaggio dei Popoli è andata in Paraguay, nella regione di Arroyos y Esteros, dove si trovano i campi di canna da zucchero da cui proviene lo zucchero Picaflor che potete trovare nelle nostre botteghe. “Quasi tutta la zona è coltivata a canna da zucchero- racconta Ilaria- per questo viene chiamata “la culla mondiale dello zucchero organico”.

La cooperativa che ne gestisce la produzione è la Cooperativa de Produccion Agroindustrial Manduvirà Ltd, nata nel 1975 come cooperativa di risparmio e credito.
Nel 1996 la Manduvirà Ltd si incammina verso il cees, ottenendo il marchio Fair Trade nel 1999.

“La scelta di avvicinarsi al commercio equo e solidale è stata quasi obbligata– ci spiega Ilaria- I piccoli produttori di materie prime organiche non avevano nessuna alternativa, nessuna possibilità di riuscire a entrare nel mercato tradizionale. Il cees, invece, appoggia proprio i piccoli produttori, aiutandoli a crescere e a migliorare la gestione e l’amministrazione dell’impresa, per cui è più accessibile”.

Inizialmente i soci erano 39, adesso sono 1800, di cui 930 produttori di canna da zucchero. Dopo la Manduvirà Ltd, altre 2 cooperative hanno seguito la stessa strada, sebbene loro siano gli unici a vendere a Ctm.

Il 95% dello zucchero di canna prodotto qui viene commercializzato attraverso il cees, mentre non vi è commercio locale. “Gli stipendi dei paraguayani non hanno niente a che vedere coi nostri- dice sorridendo Ilaria- Non possono permettersi di comprare prodotti del commercio equo. Inoltre in Paraguay non esistono ‘botteghe del mondo’ che rivendono questi prodotti. Anzi, i responsabili della produzione dello zucchero di canna imbarcano i prodotti, e dopo non si preoccupano di nient’altro”.

“La cooperativa Manduvira ha 30 clienti del commercio equo, quindi nonostante la diminuzione dell’esportazione con Ctm (che è uno dei clienti storici) non vi sono stati problemi per fortuna. Lo zucchero tradizionale costa 680 dollari a tonnellata, quello di canna 1350. Quello del commercio equo, invece, costa 1450 dollari a tonnellata. Questo significa che la cooperativa Manduvirà che vende lo zucchero a Ctm, glielo fa pagare 1,50 dollari al chilo che corrisponde più o meno al costo dello zucchero tradizionale nel nostro mercato, mentre lo zucchero Picaflor in bottega costa 4 euro al kg”.

Essere in cooperativa permette ai produttori soci di usufruire di diversi servizi, che vanno dai prestiti a tasso zero o a tassi agevolati, ai laboratori educativi per adulti e bambini, alla copertura economica in caso di malattia, maternità o morte, e molto altro ancora. Manduvirà, inoltre, sostiene anche la comunità locale organizzando incontri formativi su aids, alcool, droghe; orti scolastici; corsi di chitarra e di danza.

Ctm appoggia da sempre questa cooperativa, sostenendo qui anche alcuni progetti. Recentemente Altromercato ha aiutato Manduvirà a cercare i fondi per la costruzione di uno zuccherificio, ottenendo per loro un finanziamento dalla Provincia autonoma di Bolzano, che ha pagato il 50% della costruzione della parte amministrativa, ma è ancora molto il lavoro da fare.

I soci stessi stanno mettendo da parte il premio di 80 dollari per tonnellata di zucchero che Ctm dà ai suoi produttori, per investirli nella costruzione della fabbrica.

Come spiegato da Ilaria, possedere uno zuccherificio proprio “permetterà loro di risparmiare grosse cifre. Per ora, infatti, i produttori sono costretti ad affittarne uno locale a 1.850.000 dollari l’anno (più parte del prodotto), che fornisce loro obbligatoriamente anche un centinaio di operai. Il personale della cooperativa, invece, si occupa del controllo qualità e della gestione dei depositi. Avere una propria fabbrica permetterà a Manduvirà di risparmiare, assumere 170 persone (coinvolgendo così anche invalidi e donne), utilizzare tutte le parti della canna da zucchero per altri prodotti, esportare lo zucchero già confezionato, garantire una maggiore sicurezza del processo produttivo”.

QUI la photo gallery della cooperativa Manduvirà, con immagini scattate da Ilaria.

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