Archivio mensile:giugno 2012

I palazzi ingessati

Premessa: questo post, così come tutti quelli sotto la categoria ‘Difficoltà autobiografiche‘, non pretende di raggiungere quell’oggettività a cui tendono solitamente i post giornalistici. Si tratta più che altro di storie di vita, raccontate con stile narrativo-reportagistico, intrise di impressioni strettamente personali, giudizi di valore, e amenità varie.
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“Non create disordine visivo davanti al Presidente”. E’ cominciata così la nostra 5 giorni romana tra Camera, Presidenza del Consiglio e Senato, degna conclusione del Seminario di studi e ricerche parlamentari Silvano Tosi, che per motivi ancora a me oscuri ho avuto modo di frequentare.
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26 giugno: giornata mondiale contro la tortura

Privazione prolungata del sonno, costrizione in posizioni dolorose, waterboarding, esposizione a rumori forti o a temperature estreme: sono solo alcune delle tecniche di tortura attualmente utilizzate in molti Stati. Si stima, infatti, che la pratica della tortura sia in atto nel 60% dei Paesi a regime democratico e che un rifugiato su 4 sia stato vittima di tortura. E questo nonostante la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti dell’Onu sia stata ratificata, dal 1987 a oggi, da 145 Stati.
La Convenzione obbliga i Paesi aderenti ad autorizzare ispezioni Onu e visite a sorpresa di osservatori specializzati nelle strutture carcerarie, per verificare l’effettivo rispetto dei diritti umani. Inoltre, stabilisce il diritto di asilo per le persone che al ritorno in patria potrebbero essere soggette a tortura.

In Europa il rispetto della Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, entrata in vigore nel 1987 e ratificata da 47 Stati, è verificato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt).

Oggi, 26 giugno, in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione Onu, si celebra la Giornata mondiale contro la tortura, proprio per ricordare come questa pratica non sia ancora stata debellata. A tal proposito, i parlamentari europei e i rappresentanti della società civile, hanno voluto ribadire come prevenire ed eliminare ogni tipo di maltrattamento e ogni forma di tortura sia uno degli obiettivi più importanti della politica dell’Ue. “I maltrattamenti infrangono i principi di libertà, democrazia e i diritti umani fondamentali, e non sono tollerabili in nessuno Stato membro”, dichiaravano un anno fa i parlamentari europei.

Intanto l’Italia continua a essere in ritardo rispetto agli altri Paesi. Nonostante i diversi solleciti da parte della comunità internazionale, e la ratifica, nel 1988, della Convenzione Onu, infatti, nel codice penale italiano manca ancora il reato di tortura, e le autorità italiane non sembrano intenzionate a esprimere condanne chiare ed esplicite a fatti come quello di Abu Omar, o a quelli legati al G8 di Genova.

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Difficoltà in tempi di crisi. Autobiografia di una che vorrebbe fare la giornalista [forse]

In Italia se vuoi intraprendere la carriera di giornalista in questo momento, sei spacciato. E anche negli altri ambiti legati alla comunicazione, le cose non vanno meglio. La rassegnazione è il punto di partenza.
Ci sono due possibilità:
1. rassegnarsi a cercare un altro lavoro [e incrociare l’incrociabile per trovarlo] e mettere il sogno nel cass[on]etto, come suggeriva un’amica;
2. rassegnarsi a essere sottopagati per un lasso di tempo indeterminato [ma di certo non inferiore ai 2 anni necessari per diventare almeno pubblicista], e impegnarsi a trovare fonti di reddito alternative, ma soprattutto fonti di entusiasmo alternative. Perché il lavoro giornalistico per cui ti sottopagano, in alcuni momenti, potrebbe comunque essere stimolante quanto il lavoro in portineria di un palazzo privato [che io trovo bellissimo tra l’altro: ho sempre invidiato el portero di Valencia, la sua tranquillità, il suo infinito tempo libero, le sue infinite possibilità di leggere libri e farsi i fatti degli altri]. Continua a leggere

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