Archivio mensile:febbraio 2012

Quando il sovraffollamento è solo la punta dell’iceberg

La Camera dei deputati il 9 febbraio ha approvato il decreto legge denominato “svuota carceri. In esso sono contenute una serie di misure che dovrebbero ridurre e prevenire il sovraffollamento degli istituti di detenzione. Nel pacchetto si trovano:
1. l’innalzamento a 18 mesi della penna residua che potrà essere scontata ai domiciliari;
2. il trattenimento nelle celle di sicurezza (che spesso non sono attrezzate per questo) degli arrestati in flagranza di reato e per crimini minori in attesa della conferma di arresto da parte del giudice;
3. 57 milioni di euro per l’edilizia carceraria.

La situazione delle carceri italiane è piuttosto preoccupante. Secondo i dati rilevati dall’8° rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia dell’associazione Antigone, nei 206 istituti di pena italiani nel settembre 2011 si trovano 67.428, a fronte di 45.817 posti letto regolamentari. E così le condizioni igienico-sanitarie sono pessime, e spesso si sfiora la pena disumana e degradante contro la quale si esprimono sia la nostra Costituzione (art. 27. comma II) che la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (artt. 3 e 5), tanto che l’Italia è stata già condannata e richiamata dalla Corte europea per i diritti dell’uomo.

Leggi QUI l’articolo intero su Dissonanze.

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La Grecia abolisce i circhi con gli animali

Mentre in Grecia la situazione economica è disastrosa e il Paese rischia seriamente di dover uscire dall’Unione Europea, il parlamento comunque continua a lavorare, e oggi ha approvato una legge per la protezione degli animali, che ne vieta l’utilizzo nei circhi, nelle compagnie teatrali e di intrattenimento e per qualsiasi forma di spettacolo, parata o apparizione di fronte a un pubblico. La notizia proviene dalla Lav, che da anni si batte perché anche in Italia gli animali vengano riconosciuti come esseri viventi degni di tale nome. Continua a leggere

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Un tribunale del popolo per difendere i lavoratori cambogiani

Riecco i tribunali del popolo. Tornano in una veste diversa, niente a che vedere con il tribunale di opinione internazionale che il senatore italiano Lelio Basso fondò a Bologna nel 1979. Ma lo spirito è simile. Mentre il primo si è occupato di esaminare violazioni dei diritti umani e del diritto dei popoli in casi eclatanti come quello del Tibet, dell’Argentina, del genocidio Armeno, dell’intervento degli Usa in Nicaragua, il nuovo tribunale del popolo istituito in questi giorni in Cambogia rappresenterà gli interessi del proletariato. Continua a leggere

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