A che punto è il processo Mills


Altra udienza ieri al palazzo di Giustizia milanese per la vicenda Mills, alla quale ha preso parte anche l’imputato, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, per aver versato 600mila dollari all’avvocato David Mills per garantirsi il suo silenzio ai due processi relativi alle tangenti alla guardia di finanza per la questione All Iberian. Nello specifico, secondo l’accusa, Mills venne pagato per non dichiarare quanto sapeva sulla proprietà e il controllo di società offshore di Fininvest B group, e quindi per non rivelare che di queste erano diretti beneficiari Silvio Berlusconi, Carlo Bernasconi, produttore cinematografico morto nel 2001 e strettissimo collaboratore di Berlusconi, e Livio Gironi, allora tesoriere della Fininvest.Risultato dell’udienza: il processo sarà aggiornato il 19 dicembre, e di conseguenza verrà spostata anche la data della sentenza, per ora prevista per il 16 gennaio 2012. La ragione ufficiale di questo procrastinarsi della vicenda è che le parti non si sono ancora accordate sul ruolo che dovrà svolgere Mills nell’udienza: dovrà essere un test o un assistito? Per deciderlo, i giudici britannici hanno chiesto al pm maggiori informazioni sul tipo di testimonianza che l’avvocato inglese dovrà dare, tanto che oggi si terrà un faccia a faccia con l’avvocato inglese per metterlo nelle condizioni di scegliere il da farsi, nonostante la protesta dei giudici italiani, per i quali è irrilevante ciò che la difesa e il pm si aspettano dalla deposizione, visto che l’importante è ottenere una testimonianza veritiera.

Questi rallentamenti su un processo che vede imputato Berlusconi, di fatto, alimentano la tesi secondo cui “Non si arriverà a nessun esito giuridico”, come ha dichiarato l’ex premier alla stampa subito dopo l’ultima udienza. A febbraio scatterà la prescrizione, e sembra quasi impossibile che i giudici riusciranno ad arrivare a una conclusione entro quella data.

E’ interessante, inoltre, richiamare l’attenzione su un particolare sottolineato da un articolo pubblicato ieri su ‘Il fatto quotidiano’: James Hines, l’avvocato che difende Berlusconi, imputato al processo Milss, e James Lewis, legale del testimone d’accusa fanno parte dello stesso studio londinese, il Three Raymond Building. Sara pura casualità, ma i due si sono trovati d’accordo sulla strategia da adottare all’udienza di ieri. Strategia che collima con lo scopo dei loro colleghi italiani, Niccolò Ghedini e Piero Longo, difensori dell’ex presidente del Consiglio, che puntano alla prescrizione.

Articolo pubblicato su Il Journal.it

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