Freddie a 20 anni dalla morte

“I’m just a poor boy, I need no sympathy, because I’m easy come, easy go”. Cantava così Freddie Mercury nel novembre 1975, quando venne pubblicato l’album più famoso dei Queen, di cui è stato voce e leader, ‘A night at opera’, all’interno del quale si trova il brano ‘Bohemian Rhapsody, che ha segnato la storia del rock britannico.A vent’anni dalla sua morte potremmo dire l’esatto contrario su di lui: Freddie Mercury, infatti, nel corso della sua carriera si è guadagnato la simpatia di tutto il mondo, nonostante la prematura scomparsa- aveva solo 45 anni quando, il 24 novembre 1991, è deceduto- o forse proprio grazie a questa. Sono molte, in fondo, le star diventate tali anche per la tragica fine che è toccata loro.
Le sue canzoni hanno segnato e continuano a segnare intere generazioni, e non c’è adulto, giovane o adolescente che non le abbia ascoltate almeno una volta nella sua vita, riconoscendo le doti artistiche e musicali di tutto il gruppo e di Freddie Mercury in particolare.
La costruzione del mito di Freddie è iniziata subito dopo la sua morte: già nel 1992, infatti, i Queen organizzarono un mega concerto in suo onore, il ‘Freddie Mercury Tribute Concert‘, tenutosi a Londra, seguito in diretta televisiva da più di un miliardo di persone e a cui si esibirono grandi gruppi come i Metallica, i Guns’ N Roses e gli Extreme. La sua fama è celebrata da moltissime statue a lui dedicate, sparse per il globo, da un numero indefinito di tribute e cover band, e dai tanti libri sulla sua vita privata e artistica che continuano a essere pubblicati da diverse case editrici.
Oltre che per il talento come cantante e compositore, il leader dei Queen è ricordato per le sue performance live e per il suo stile, ripreso poi da numerose band degli anni ’80 e ’90. Personaggio controverso, Freddie Mercury ha fatto discutere di sé soprattutto mentre era in vita, per questioni legate alla sua omosessualità, mai dichiarata apertamente, per il suo essere sieropositivo e per il suo cambio di nome (il vero nome di Freddie Mercury era Farrokh Bulsara) forse per celare le sue origini parsi.
Eppure la sua voce riecheggia ancora nelle nostre menti, nei pub, nelle discoteche: la sua personalità forte e sfaccettata ha vinto sui pregiudizi e sulla morte. Unendo altre due canzoni famosissime dei Queen, potremmo dire che sembra ancora sentirgli affermare “Don’t stop me now/it’s not easy living on my own”.

 

Articolo scritto per Il Journal

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